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    HOME MAROCCO

     

    L'importanza di Marrakech è tale che il Marocco deve il suo nome proprio a questa città.

    Per più di due secoli questo centro berbero sorto sul punto d'incontro tra il Sahara, l'Atlante e l'Antiatlante fu sede di un grande impero ed oggi Marrakech è il capoluogo della grande provincia meridionale del Marocco.

    Fu fondata nel 1063 dagli Almoravidi, monaci guerrieri che ben presto crearono un impero.

    Nel 1106 Ali ben Youssef fece costruire un palazzo ed una moschea, fece innalzare dei bastioni attorno alla città e creò un ingegnoso sistema di irrigazione per portare acqua al grande palmeto della città.

    Nel 1147 la città venne conquistata dagli Almohadi. Abd el-Moumen costruì la Kotubia, capolavoro dell'architettura moresca, mentre il suo successore fece edificare la Kasbah. In seguito la dinastia crollò lasciando il passo ai Merinidi di Fès e per più di 200 anni Marrakech rimase in disparte.

    Fu nel XVI secolo, con l'arrivo dei Saaditi ed in particolare con Ahmed el-Mansour, che la città conobbe un nuovo periodo di splendore: a quest'epoca risalgono infatti le Tombe Saadiane, la Medersa Ben Youssef ed il il Palais el Badi.

    Nel 1668 Marrakech cadde sotto il dominio degli Alawiti, che stabilirono da prima la capitale a Fèe e poi a Meknès.

    Oggi è una delle più affascinanti è visitate città del Marocco.

    A Marrakech si individua la città vecchia, la Medina, racchiusa entro le mura, ad ovest della quale è sorta la città nuova. Le case sono tutte di colore rosso ocra, un colore che sotto il sole cocente del Marocco non crea problemi alla vista.

    LA PIAZZA JEMAA EL-FNA

    Piazza Jemaa  El Fna è la piazza attorno alla quale si sviluppa la città vecchia e potrebbe essere considerata il centro vitale (e assolutamente caratteristico) di Marrakech. L'UNESCO l'ha dichiarata patrimonio dell'umanità.

    Nel suo passato si contano numerosi episodi di sangue: fino al XIX secolo i criminali condannati a morte venivano decapitati in questa piazza.

    Al mattino si tiene un grande mercato, in cui si vendono piante medicinali, frutta secca e dolciumi di tutti i tipi. Dal tramonto in poi l’attività della piazza arriva al culmine e questo spiazzo si trasforma nel teatro di un gigantesco spettacolo all’aperto. La piazza si popola di musicisti, ballerini, cantastorie, cartomanti ed incantatori di serpenti che attraggono i passanti.



    L'immesnsa Piazza Jemaa El Fna

    L'immesnsa Piazza Jemaa El Fna

     

    Come con i coccdrilli a Cuba, l'emozione del momento è enorme...
    Resta però l'amaro in bocca nel domandarsi quanto sia giusto "usare" questi animali per i nostri fini, anche se per queste persone è un mezzo di sostentamento...


    L'immesnsa Piazza Jemaa El Fna


    LA MOSCHEA KOUTOUBIA (esterno)

    La moschea Kutubiya è sovrastata dal ben più appariscente omonimo minareto: alto quasi settanta metri, è il minareto più antico (e completo) delle tre torri almohadi che ci sono giunte, insieme alla Giralda di Siviglia e la torre Hassan a Rabat. Il suo nome deriva dalla parola "kutub" e sembra indicasse il fatto o che nei dintorni fossero presenti venditori di libri sacri o scrivani che prestavano servizio agli analfabeti. Probabilmente i lavori iniziarono attorno al 1150, poco dopo che fu subentrata la dinastia almohade, e vennero completati dal sultano Ya‘qūb al-Mansūr (1184-1199).
    L'architettura è tipica marocchina, del periodo almohade: con decorazioni e fregi di maiolica bianca, turchese e blu ed arabeschi scolpiti, differenti sui quattro lati. Un tempo l'intonaco dipinto e le decorazioni a zellij coprivano tutta la superficie del minareto mentre oggi le piastrelle sono quasi scomparse.

    La moschea Kutubiya


    LE TOMBE SAADIANE

    Trascurate per ben due secoli, le Tombe Saadiane sono uno dei più begli esempi di architettura islamica in Marocco.
    Durante il periodo Almohade in questo luogo si trovava una piccola necropoli (1145 – 1248) che venne usata anche durante il regno del sultano merinde  Abou el-Hassan  (1331 – 1351).

    Le Tombe Saadinae vennero erette tra la fine del XVI ed il XVIII secolo.  Fu solo nel 1917 che le tombe vennero rese accessibili al pubblico.

    Il mausoleo principale, a sud, con una splendida porta in cedro finemente scolpita, è composto da tre sale differenti. La prima, la sala del Mirhab, la nicchia per le preghiere rivolta verso la Mecca, è caratterizzata da un oratorio con tre navate e tre arcate che appoggiano su quattro colonne in marmo. Per accedere alla sala funeraria bisogna oltrepassare una splendida porta scolpita. In questa sala tutte le pareti e i soffiti sono uno spettacolo continuo per gli occhi: legno di cedro, marmi di Carrara, soffiti arricchiti da preziosi muquarnas, zellijg, dorature, e una luce dolcissima che avvolge e sottolinea la preziosità del luogo. Le tombe presenti in questa sale sono dei sepolcri di bambini: il più bello è quello del sultano alawita Moulay al-Yazid (1790-1792). La seconda sala è il clou di tutta la visita e vi si puo’ ammirare al centro, la tomba del sultano saadita Al Mansour. E’ anche la sala più vasta (circa 10 mt su 12) ed è considerata come un vero capolavoro dell’arte ispano-moresca, chiamata la Sala dalle dodici colonne.  In questa sala si trovano altre cinque tombe e diverse piccoli sepolcri di bambini: tutti sono ricoperti da un blocco di marmo.
    La nicchia dove si trova la madre di Al Mansour è interamente decorata ad alveare. I giardini esterni, situati tra i due Mausolei, ospitano le tombe di soldati e servitori, oltre ad alberi, bouganville e rose in fiore.


     

    IL PALAIS EL BADI

    A poca distanza dalle tombe saadiane, nel centro storico di Marrakech, è situato il Palazzo El-Badi.
    Il palazzo fu costruito dal sultano Ahmed el Mansour  alla fine del 1500. L’edificio doveva essere usato per ricevimenti ed udienze. La costruzione fu finanziata dei portoghesi sconfitti in guerra ed i lavori continuarono fino alla morte del sultano nel 1603. El-Badi “l’incomparabile”, è uno dei 99 nomi di Allah. Per un certo periodo il palazzo fu considerato come un delle meraviglie del mondo islamico. Le pareti ed i soffitti delle 360 sale erano decorate con marmo italiano, granito irlandese, onice indiano e coperture d’oro zecchino.
    Nel 1683 Moulay Ismaïl distrusse il palazzo e saccheggio i materiali per abbellire la propria città imperiale, Meknès. Oggi di questo palazzo restano solo stanze vuote.

     

     

    IL PALAIS DE LA BAHIA

    Questo palazzo, il cui nome significa “Palazzo della Favorita”, venne fatto costruire da due potenti visir: Si Moussa, visir del sultano Mohammed ben Abderrahman, e suo figlio Ba Ahmed, visi di Moulay Abdelaziz, alla fine del XIX secolo.
    Il complesso consiste  di due parti costruite in periodi diversi: la più antica contiene diversi appartamenti disposti attorno ad un cortile con la pavimentazione in marmo. Vi si trova anche un cortile aperto in cui crescono cipressi, aranci e gelsomini.
    La parte più recente è un grande palazzo composto da lussuosi appartamenti che danno sui cortili alberati.
    Il cortile principale ha pavimentazione in marmo e piastrelle zellij. L’intero edificio è abbellito con materiali di pregio: marmo di Meknès, cedro di Medio Atlante e piastrelle di Tetouan.






    LA MEDERSA BEN YOUSSEF


    La Medersa Ben Youssef è non solo una delle scuole coraniche più belle, ma anche una delle più grandi di tutto il Maghreb, in grado di ospitare fino a 900 studenti.
    Venne fondata dal sultano Merinide Abou el-Hassan a metà del XIV secolo e venne ricostruita dal sultano Saadita Moulay Abdallah nel XVI secolo. La medersa prende il nome dalla moschea almoravide di Ali Ben Youssef alla quale un tempo era collegata.
    Questa medersa, che copre un’area di quasi 1720 mq ha l’aspetto del progetto originario, senza modifiche successive. La cupola, decorata all’interno con squisite stalattiti, è visibile dalla strada. L’ingresso principale, che consiste in un portale in bronzo sormontato da un architrave di legno di cedro intagliato,dà su un corridoio con pavimento a mosaico, che conduce poi ad un cortile.
    Questo capolavoro dell’architettura moresca ha pavimentazioni di marmo bianco ed ospita al centro una vasca per le abluzioni. Una doppia serie di gallerie, sostenute da spesse colonne, si apre su entrambi i lati del cortile e le celle degli studenti, al piano terra ed al primo piano, davano sul cortile.
    Un magnifico portale decorato porta alla sala della preghiera. La sala è sormontata da una cupola piramidale di cedro e divisa in tre





    L'ARGENTERIA

    La nostra guida ha voluto organizzare il nostro "incontro" con l'argenteria del Marocco proprio a Mrrakech.

    Non credo che Marrakech sia l'unico posto (o il posto migliore) in cui acquistare gioielli berberi in argento: penso che in qualunque posto del Marocco si possa trovare argenteria di ottima qualità... Ma ATTENZIONE!! Ho scoperto che, a volte, si trovano gioielli solo placcati o addirittura di plastica.

    Un simbolo comunemente usato per tenere lontano il malocchio é la mano di Fatima, figlia del profeta Maometto (in realtà la parola "Maometto" è una parola di origine ebraica che significa "maledetto". Il nome corretto del profeta é Mohammed). Si ritiene che la raffigurazione della sua mano (emblema del potere creativo e del dominio del genere umano) o del numero cinque abbiano un effetto analogo al protendere metaforicamente le dita contro il malocchio, pronunciando le parole khamsa fi ainek (cinque nel tuo occhio). Si tratta comunque di un simbolo pre-islamico molto antico.

    L’argento ha avuto una ampia diffusione tra i berberi e si usa nella realizzazione di collane, bracciali, pendenti, cinture e fibule per chiudere gli abiti, ma pure di armi bianche. Si produce principalmente a Tizuit e Taroudaunt, nell’Atlante del sud.

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